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La Bianca Casera

Dopo i maestri Luigi Regianini e Alberto Rustichelli, che ricordiamo con affetto, un altro grande artista, Vico Calabrò, ha donato al Coro Comelico i suoi colori tenui e i tratti semplici e magici nel contempo, per illustrare la copertina del CD edito in occasione del 55° anniversario – il sesto di una serie con cadenza quinquennale, iniziata nel 1996. L'opera di Vico rappresenta ”la bianca casera” (il brano che dà il titolo al CD). E' un luogo simbolo.


Quello che il nostro amato presidente Luciano Da Rin, scomparso il giorno di Pasqua dell'anno 2020, aveva eletto come ideale rifugio in Val Visdende per trascorrere ore serene in compagnia della famiglia, dei parenti, degli amici. Noi lo immaginiamo lassù e a lui è dedicato questo ultimo lavoro del Coro, che comprende altri undici brani di diversa origine.


Ancora una volta il nostro maestro Luciano Casanova Fuga, ci conduce in un viaggio che propone tradizioni e sensibilità musicali diverse, ma che hanno il merito di coinvolgere e appassionare chi ascolta. Dai grandi classici dell'antica tradizione anglosassone come Il Valzer delle candele, Amazing Grace, La Rosa di Tralee, al cantautorato italiano, con Guccini (Cima Vallona), i Nomadi (Crescerai), Ligabue (A modo tuo), fino al repertorio religioso, con piccole incursioni nella musica popolare del Sud America e nei canti di guerra.

C'è un filo conduttore che lega queste scelte: il Coro Comelico canta quei brani che emozionano per primi i coristi e lo stesso direttore.

Forse è questo che il pubblico sente ed apprezza.

LA BIANCA CASERA [aprile 2022, disponibile in formato CD e USB]

1. La bianca casera (parole e musica di Luciano Casanova Fuga ) 2:34
2. Il valzer delle candele (Larici – Pinchi – Cedric – Dumont – elab. di Luciano Casanova Fuga) 3:30
3. Ave Maria (musica di Luciano Casanova Fuga) 1:40
4. Crescerai (parole di Carlo Alberto Contini – musica di Giuseppe Carletti elab. di Luciano Casanova Fuga) 3:35
5. Là nel deserto (ricostruzione ed elab. di Luciano Casanova Fuga) 4:20
6. La rosa di Tralee (Edward Mordaunt Spenser – Charles William Glover testo italiano di Luciano e Martina Casanova Fuga elab. di Luciano Casanova Fuga) 2:35
7. Cima Vallona (Francesco Guccini – elab. di Luciano Casanova Fuga) 3:25
8. Preghiera a Maria (Alberto Fait – arm. di Luciano Casanova Fuga) 2:29
9. Chalana (Mario Zan - Arlindo Pinto - elab. di Luciano Casanova Fuga) 3:37
10. Amici miei (Amazing grace) (Jon Henri Newton – elab. di Luciano Casanova Fuga) 3:17
11. A modo tuo (Luciano Ligabue – elab. di Luciano Casanova Fuga) 3:25
12. Signore delle cime (parole e musica di Bepi De Marzi) 3:10

​C’era una volta, cinquantacinque anni fa, un piccolo gruppo di uomini speciali che una sera iniziò a cantare. Questi uomini vivevano in una valle incantata, immersa nel verde e nel blu.
Con il passare degli anni se ne aggiunsero altri che amavano a tal punto la musica da considerarla l’arte più bella del mondo; per questo decisero di non parlare più, ma di esprimersi solo attraverso il canto.
C’erano artigiani, imprenditori, studenti, forze dell’ordine, manovali, impiegati, tecnici, autisti, vigili del fuoco, commercianti, professori, ingegneri, artisti, forestali, direttori, assicuratori, geometri ma non era importante, perché la musica li rendeva tutti uguali e, quando si incontravano, erano felici e dalla loro mente e dal loro cuore fuggiva ogni preoccupazione. 
Cantavano e cantavano, a volte non riuscivano a smettere, perché quello che creavano insieme era magia; poi, quello stesso straordinario mistero, lo custodivano preziosamente dentro di sé, per portarlo nelle loro case e condividerlo con le proprie famiglie, con donne e bimbi, che attendevano ansiosi di ascoltare quelle note intrise di emozioni. Per questo i figli di questi uomini, divenuti grandi, entravano a loro volta a far parte di questo coro, con orgoglio e passione; e così i loro nipoti e pronipoti.
Le loro voci erano così calde e avvolgenti da invadere non solo l’intera valle, ma anche le valli vicine che, affascinate, tacevano per ascoltare con maggiore attenzione questa musica giovane e nuova, diversa da tutte le altre.
Ma poi, un brutto giorno, questa armonia di anime si spezzò, perché uno di questi uomini, uno di quelli con il cuore grande e puro, se ne andò troppo lontano, lasciando un vuoto profondo e incolmabile. 
Il coro non riusciva più a cantare, gli uomini erano tristi perché avevano perso un grande amico e la sua insuperabile voce, capace di emozionare e comunicare pensieri d’amore. Così, per superare il dolore, quella stessa musica che li legava da decenni, intervenne di persona, facendo una magia.
Una notte d’estate, infatti, sussurrò all’orecchio di tutti i coristi che avrebbero potuto cercare il loro amico in tre modi: cantando insieme con entusiasmo e allegria; continuando a parlare attraverso la musica, e, infine, disse loro che esisteva un luogo fatato, nella valle vicina, dove c’era una bianca casera da cui proveniva il canto del loro coro. Nessuno sapeva spiegarne il motivo. Svelò a tutti quegli uomini tristi che lì avrebbero potuto ritrovare l’amico perduto, perché quello, per lui, era il posto più bello del mondo. Lì avrebbero sentito la sua voce tra un larice vestito d’autunno e un abete coperto di neve; solo lì avrebbero sentito i suoi pensieri d’amore, portati dal vento e accarezzati dall’acqua gelata di sorgente. Il giorno dopo, senza nemmeno saperne il motivo, quegli uomini si ritrovarono a cantare e in loro c’era qualcosa di nuovo, forse l’abbraccio di un amico che li proteggeva dall’alto, e lentamente ritornò il sorriso che avevano perduto.
Ma solo quando videro la bianca casera capirono davvero che il loro amico era lì, tra i primi fiori di primavera e tra le foglie rosse di ottobre, e sentirono la sua voce e furono felici. Così ricominciarono a cantare con una forza che prima non sapevano di avere e, se vi troverete in val Comelico o in val Visdende, ascoltando con il cuore, li potrete ancora sentire, perché da quel giorno stanno ancora cantando.
Cari amici, in questa fiaba c’è tutto il mio affetto per voi, per il vostro Coro fatto di musica, amicizia, condivisione e magia.
Per me è stato un onore potervi accompagnare nella realizzazione di questo nuovo disco, perché, ancora una volta, avete dimostrato le vostre innumerevoli qualità; la capacità di ripartire, nonostante tutto, con entusiasmo e passione; la volontà di cimentarsi in brani profondi e complessi.
Quante cose mi stai ancora insegnando, Coro Comelico!
Mi hai insegnato a salutare Luciano, un amico per me, per te il Presidente, con dignità ed affetto; mi hai insegnato a fare tesoro di ciò che ci ha trasmesso, di ciò che è davvero importante. Infine, mi hai insegnato che se siamo vicini, se siamo uniti, possiamo affrontare anche il dolore e trasformarlo in musica e, forse, in magia.
Tanti auguri, Coro Comelico! La storia continua…

Martina Casanova Fuga

 

1. LA BIANCA CASERA

[parole e musica di Luciano Casanova Fuga]

Il sole d'aprile 
ha sciolto la neve,
è dolce partire,
la strada è più lieve.
E vado su in alto,
là dove m' aspetta
la bianca casera
nascosta lassù
tra i pini e gli abeti
che amo di più.
Lassù c'è la luce,
lassù c'è la pace,
la gioia nel cuore
che dà il mio Signore.
M' ha dato la cima
più alta, più bella,
vicino a una stella
che canta con me
le storie d'amore
che dedico a te.

2. IL VALZER DELLE CANDELE

[Larici-Pinchi-Cedric-Dumont
elab. di Luciano Casanova Fuga]

Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan,
è luce di candela che
già si spegne piano pian.
Una parola ancor
e dopo svanirà
il breve istante di felicità.
Ma com'è triste il cuor
se, nel pensare a te,
ricorda i baci tuoi
che non son più per me.
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan,
è luce di candela che
già si spegne piano pian.

3. AVE MARIA

[musica di Luciano Casanova Fuga]

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.

4 CRESCERAI

[parole di Carlo Alberto Contini
musica di Giuseppe Carletti
elab. di Luciano Casanova Fuga]

Per giocare…un aquilone,
un gesso bianco, il vecchio muro.
Bastava un niente per sorridere,
una bugia per esser grande.
Crescerai, imparerai, crescerai, arriverai,
crescerai, tu amerai, na na na na na na na.
Bastava un niente…un campo verde,
una corsa e poi…a pescar sul fiume.
Bastava un niente per sorridere,
una bugia per esser grande.
Crescerai, imparerai, crescerai, arriverai,
crescerai, tu amerai, il rimpianto rimarra'
di quella eta', di quella eta'.
crescerai tu amerai
il rimpianto rimarra'
di quella eta'
di quella eta'
crescerai imparerai
crescerai arriverai

5. LA' NEL DESERTO

[ricostruzione ed
elab. di Luciano Casanova Fuga]

Là nel deserto sterminato
sotto la luna, bianco, appar...
come un villaggio addormentato,
l'accampamento militar.

Ma in una tenda più avanzata
un volontario veglia ancor...
pensa alla mamma sua adorata
e pieno d'ansia scrive allor:
Mamma, cogli occhi in pianto t'ho lasciata...
mamma, è giunta l'ora più desiata.
Se alla sera più non mi vedi a te vicino,
non piangerai perché
il figlio tuo quaggiù
non penserà che a te.
E mentre l'alba si avvicina
lui veglia e intanto sogna ancor...
la sua casetta, l'officina,
e forse un piccolo tesor.
Suona l'allarme in lontananza,
ogni soldato è pronto già...
tra poche ore già si avanza
e scrive allor con ansietà:
Mamma, con gli occhi in pianto t'ho lasciata...
mamma, è giunta l'ora più desiata.
Se non tornassi non maledire il mio destino,
sul campo dell'onor
io morirò così
col nome tuo nel cuor.

Sola, in una rustica casetta...
la mamma prega con una lettera alla mano:
Oh Madonnina tu
fa che ritorni ancor
il figlio mio quassù, oh Madonnina...

6. LA ROSA DI TRALEE

[parole di Edward Mordaunt Spencer (? - 1888)
musica di Charles William Glover (1806 - 1863)
testo italiano di Luciano e Martina Casanova Fuga
elab. di Luciano Casanova Fuga]

Sorgeva la luna sulla verde montagna 
e il sole svaniva nell’azzurro del mar, 
quando ho visto Maria alla fresca fontana 
lassù nella valle, la valle di Tralee. 
Era bella Maria, fresca rosa dell’estate, 
quel dolce sorriso ha rubato il mio cuor. 
Quei neri capelli e quegli occhi sinceri 
li ha solo Maria, la rosa di Tralee. 
Scendeva la notte e una brezza leggera 
portava il profumo degli alberi al mar, 
e la pallida luna se ne andava a dormire 
ma il cuor di Maria batteva per me. 
Era bella Maria…

7. CIMA VALLONA

[Francesco Guccini
elab. di Luciano Casanova Fuga]
Ci fu un tuono secco però non pioveva,
un lampo di fuoco da terra veniva
e l'eco veloce si sparse lontano
riempiendo di fumo le valli ed il piano.
Ma il vento quel giorno era dolce e veloce
portò via quel fumo ogni grido e ogni voce,

e là sulla cima il silenzio tornava e tutto tranquillo di nuovo sembrava. Tornò dell'estate il rumore leggero

tornarono i falchi a volare nel

cielo,
restarono i quattro a terra straziati
guardando quel cielo con gli occhi sbarrati.
Guardando le nubi vicine lassù
con occhi che ormai non vedevano più,
l'odore di morte era in quella giornata
soltanto una grande bestemmia insensata.
Portate dei fiori, portate parole,
portate canzoni, portategli il sole,
portate ogni cosa che serva per loro
a fare più dolce il sereno riposo.
Portategli il vostro sincero rimpianto,
portategli il vostro ricordo soltanto,
che sappiano loro che sono partiti
che noi, tutti noi, siam rimasti feriti.

8. PREGHIERA A MARIA

[Alberto Fait (1917-1996)
arm. di Luciano Casanova Fuga]

Ave Maria, stella dell'aurora,
tu che donasti al mondo
il figlio tuo Gesù,
prega per noi,
Madre d'amore.

Ora noi guardiamo a te,
donaci la fede
e nel nome di Gesù
costruiremo pace.
Ora noi preghiamo te,
donaci speranza,
Madre della chiesa,
Madre di Gesù.
Ave Maria, stella dell'aurora,
tu che donasti al mondo
il figlio tuo Gesù,
prega per noi,
Madre d'amore.
Ora noi guardiamo a te,
donaci la fede
e nel nome di Gesù
costruiremo pace.
Ora noi preghiamo te,
donaci speranza,
Madre della chiesa,
Madre di Gesù.

9. CHALANA

[Mario Zan (1920 - 2006)
Arlindo Pinto (1906 - 1968)
elab. di Luciano Casanova Fuga]

Lá vai uma chalana 
bem longe se vai

riscando o remanso 
do Rio Paraguai.
Ah, chalana, sem querer, 
tu aumentas minha dor,
nessas águas tão serenas
vai levando meu amor.
E assim ela se foi,
nem de mim se despediu,
ah, chalana vai sumindo 
lá na curva do Rio. 
E se ela vai magoada
eu bem sei que tem razão,
fui ingrato, eu feri 
o seu pobre coração.

(E va una chalana
ben lontano se ne va
solcando l’ansa
del Rio Paraguai.

Ah, chalana, senza volerlo,

accresci il mio dolore,
in queste acque così serene
porti via il mio amore.
E così è successo,
nessuno dei due ha detto addio,
ah, chalana vai sparendo
là nella curva del Rio.
E se lei se ne va addolorata
io ben so che ha ragione,
fui scortese, ho ferito
il suo povero cuore.)

10. AMICI MIEI (AMAZING GRACE)

[John Henri Newton (1725 - 1807), elab. di Luciano Casanova Fuga]

Amazing Grace! How sweet the sound.
That saved a wretch like me!
I once was lost, but now am found.
Was blind but now I see.

(Grazia incredibile! Quanto è dolce il suono,
Che ha salvato un miserabile come me!
Un tempo ero perso, ma ora mi sono ritrovato.)

Amici miei venite qui,
cantate insieme a me,
qualcuno c'è che da lassù
dal cielo sentirà.
Per ogni notte buia che
il cuore oscurerà,
amici miei poi ci sarà
un'alba chiara in più.

Le stelle sopra le città
le accende tutte Lui,
ed il sole che ci scalderà
ce l'ha donato Lui.
Amici miei venite qui,
cantate insieme a me,
qualcuno c'è che sta lassù
e non ci lascerà.

11. A MODO TUO

[Luciano Ligabue, elab. di Luciano Casanova Fuga]

Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu,
tu che farai tutte quelle domande,
io fingerò di saperne di più.
Sarà difficile
ma sarà come deve essere,
metterò via i giochi,
proverò a crescere.
Sarà dfficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è,
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile.
Sarà difficile
dire tanti auguri a te,
a ogni compleanno
vai un po' più via da me.

A modo tuo,
andrai a modo tuo,
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo.
Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai,
tutti i semafori, tutti i divieti
e le code che eviterai.
Sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai.

A modo tuo,
andrai a modo tuo,
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo.
Sarà difficile lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e, nel bel mezzo del tuo girotondo,
non poterti proteggere.
Sarà difficile
ma sarà un troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere.
A modo tuo,
andrai a modo tuo…

12. SIGNORE DELLE CIME

[Parole e musica di B.De Marzi]

Dio del cielo, Signore delle cime,
un nostro amico hai chiesto alla montagna.
Ma ti preghiamo, ma ti preghiamo,
su nel paradiso, su nel paradiso
lascialo andare per le tue montagne.
Santa Maria, Signora della neve,
coprì col bianco soffice mantello
il nostro amico, il nostro fratello,
su nel paradiso, su nel paradiso
lascialo andare per le tue montagne.